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                                                          Necrosi asettica della testa del femore

Definizione: si tratta di una necrosi della testa del femore su base ischemica (una morte in altre parole della porzione ossea della testa del femore per inadeguato apporto di sangue). La sindrome ha una forte incidenza dai quattro agli undici mesi, può essere bilaterale (colpire in altre parole ambedue gli arti) ma molto più spesso é monolaterale. Per quanto riguarda la predisposizione riguardo al sesso incide indifferentemente sia sui maschi sia sulle femmine senza in pratica preferenze di sesso.                                                                                                                                                    

Patogenesi: La prima alterazione è la necrosi   ischemica di un osso normale quale la testa del femore e del relativo tessuto midollare. Il carico continuo sull’arto interessato provoca disgregazione dell’osso già indebolito e si formano delle cavità. Nel frattempo però l’organismo come sempre cerca di reagire e cercando di rivascolarizzare (formare in altre parole nuovi vasi ematici) a livello del disco d’accrescimento dell’osso, sostituisce progressivamente il tessuto perso con altro di granulazione (vale a dire non di consistenza ossea) e senza un ben preciso ordine progettuale. Ecco perché si notano a livello RX teste deformate .In questa situazione appare chiaro come si possano formare osteofiti sul margine acetabolare e sul collo del femore.                             

Eziologia: importante affermare che a tutt’oggi l’eziologia è sconosciuta. Vi sono alcune teorie, tutte da dimostrare peraltro, che suggeriscono diverse cause alle apparenti alterazioni circolatorie imputandole a infezioni, traumi, fattori ormonali, tossiemie, predisposizione genetica peraltro sempre presente. A tutt’oggi comunque queste sono solo ipotesi e nulla vi è di certo ma conviene eliminare le linee di sangue dove la patologia è presente.                                                                                       

Sintomatologia: il sintomo principale è la zoppia che compare improvvisamente.  All’esame clinico si rivela dolore, crepitio e riduzione dei movimenti dell’articolazione. Nel caso siano interessate tutte due le articolazioni, il cane tende a zoppicare alternativamente a destra e a sinistra.                                                                                                                                                            

Esami collaterali: l’esame decisivo per la conferma diagnostica è quello radiologico. E’ molto importante che sia eseguito in sedazione o anestesia e che la proiezione sia quella sagittale classica per l’esame HD (displasia dell’anca). Radiogrammi eseguiti senza questa tecnica, infatti, potrebbero falsare la diagnosi già di per se relativamente difficoltosa in taluni casi. Andiamo, infatti, ad esaminare una testa del femore di una razza veramente piccola di taglia con tutte le difficoltà visive del caso.Tra le modificazioniradiologiche apprezzabili abbiamo:    un appiattimento e una superficie irregolare della testa del femore nella zona articolare, delle aree di  addensamento a livello dell’epifisi, un apparente allargamento e accorciamento del collo femorale, un apparente allargamento dello spazio articolare.                                                                                                          

Terapia: il trattamento della malattia di Legg-Perthes-Calvé consiste essenzialmente nell’ostectomia della testa del femore. Con quest’intervento dopo aver resecato ed asportato la testa del femore in toto, l’organismo crea con tessuto di granulazione una pseudoarticolazione che funziona egregiamente. Dopo circa un mese si ha un recupero funzionale molto buono che si ottimizza dopo circa tre mesi.

Bibliografia:

Slatter                Trattato di chirurgia dei piccoli animali              sbm

Cheli                 Clinica Chirurgica Veterinaria                          UTET